Quando i bambini chiedono del corpo

"Mamma, ma io da dove sono uscito?"
La domanda può arrivare così, a metà mattina, mentre si travasa l'acqua da una pozzanghera all'altra. Senza imbarazzo, con la stessa curiosità con cui un minuto prima ci si chiedeva perché le foglie cadono. Per chi la pone è una domanda come tante. Per noi adulti, spesso, no.
Una curiosità che fa parte del crescere
Tra i 3 e i 10 anni il corpo è al centro della scoperta. I bambini lo nominano, lo osservano, lo confrontano con quello degli altri. Si chiedono da dove vengono, perché i maschi e le femmine sono diversi, come è fatto il corpo dei grandi.
È una curiosità sana. Fa parte dello sviluppo esattamente come imparare a camminare, a parlare, ad arrampicarsi su un tronco. Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'Europa lo dicono chiaramente: l'educazione all'affettività comincia dalla nascita, e accompagna ogni età con parole e contenuti adatti.
A questa età educare alla sessualità non significa parlare di sesso. Significa educare all'affettività: conoscere il proprio corpo, dare un nome alle emozioni, imparare il rispetto per sé e per gli altri, sapere che il proprio corpo appartiene a sé.
La differenza la fa la risposta dell'adulto
I bambini non imparano solo dalle parole che diciamo, ma da come le diciamo. Un silenzio imbarazzato, una risata nervosa, un "ne parliamo quando sei grande" insegnano qualcosa di preciso: che di questo non si parla. E una domanda che non trova ascolto in famiglia va a cercare risposte altrove.
Una risposta serena, semplice e adatta all'età insegna invece fiducia: nel proprio corpo, nelle proprie domande, nella relazione con chi si prende cura di noi.
Per rispondere con serenità, però, dobbiamo prima guardarci dentro. Ognuno di noi porta con sé una storia: come ne parlavano (o non ne parlavano) i nostri genitori, i silenzi, i disagi, le cose che avremmo voluto sapere. Riconoscerla è il primo passo per non trasmetterla senza volerlo, e per scegliere quali valori desideriamo davvero passare ai nostri figli.
Qualche attenzione per tutti i giorni
Non servono discorsi perfetti. Servono piccoli gesti, ripetuti con costanza:
- Chiamare le parti del corpo con il loro nome. Anche quelle intime. Un bambino che ha le parole per descrivere il proprio corpo è un bambino più sicuro e più protetto.
- Rispondere solo a ciò che viene chiesto. Una risposta breve e vera basta. Se la curiosità continua, arriverà la domanda successiva.
- Rimandare senza chiudere. Se una domanda ci coglie impreparati, possiamo dire: "Bella domanda, ci penso e stasera ne parliamo". E poi farlo davvero.
- Rispettare i "no". Un bacio alla zia, un abbraccio, il solletico: anche qui si impara che il proprio corpo appartiene a sé.
- Dare spazio alle emozioni. Nominare la rabbia, la tenerezza, la vergogna aiuta i bambini a riconoscerle, in sé e negli altri.
- Offrire libri e immagini adatti all'età. Sono un ottimo punto di partenza per parlarne insieme.
Il bosco, una palestra per ascoltare il corpo
All'aperto il corpo è sempre protagonista. Si sente il freddo sulle mani e il caldo del sole sulla schiena. Si misura la fatica di una salita, si cerca l'equilibrio su un tronco, si capisce quando è il momento di fermarsi.
Ogni giorno, nel bosco, i bambini imparano ad ascoltare i segnali che arrivano da dentro: la fame, la stanchezza, la paura, il bisogno di un abbraccio. È lo stesso ascolto su cui si costruisce l'affettività. Un bambino che conosce il proprio corpo e si fida delle proprie sensazioni impara anche a riconoscere ciò che gli fa bene e ciò che non gli fa bene.
Educare al corpo è educare alla cura.
Una serata per noi genitori
Per questo, come comunità educante, abbiamo scelto insieme di dedicare un incontro a noi adulti. Uno spazio per fermarci, condividere dubbi e domande, e trovare parole nuove per accompagnare i nostri figli in una scoperta consapevole e armonica di sé.
L'incontro è condotto da Luisella Piazza, consulente pedagogica e formatrice, che lavora con un approccio integrato mente, corpo ed emozioni a fianco di bambini, famiglie e scuole.
Parleremo di: l'integrazione tra corpo, mente ed emozioni; la nostra storia di adulti con la sessualità; i valori che vogliamo trasmettere; lo sviluppo sessuale di bambine e bambini; le domande scomode e come rispondere; la cura e l'ascolto del proprio corpo; la cura della relazione.
Educare all'affettività e alla sessualità
Quando: mercoledì 9 dicembre, dalle 18:00 alle 20:00
Dove: Asilo nel Bosco Gli Gnomi dei Kiwi, Via Bassino 27, Abbadia Alpina di Pinerolo (TO)
Per chi: genitori di bambine e bambini dai 3 ai 10 anni
Contributo: 25 € a persona, 40 € a coppia
Info e iscrizioni: glignomi.deikiwi@gmail.com · 373 8225671
Vi aspettiamo.
Gli Gnomi dei Kiwi
